e ti che ti ghe sbraggi apreuvu
mancu ciû u nasu gh'avei de neuvu
bruttu galûsciu de 'n purtòu de Cristu
nu t'è l'únicu ch'u se n'è avvistu
che in mezzu a quelle creatúe
che se guagnan u pan da nûe
a gh'è a gh'è a gh'è a gh'è
a gh'è anche teu muggè.*
...è proprio così, sempre così: a sollevare gli animi e ad ispirare i legislatori è smpre la morale dei ben pensanti, che non hanno interesse alcuno alla soluzione dei problemi ma vogliono che casa loro abbia un aspetto di pulizia e tranquillità. Il Ministro delle Pari Opportunità, ministero la cui stessa esistenza, in una democrazia vera, sarebbe discutibile, dicevo, il Ministro delle Pari Opportunità, la cui nomina ha suscitato un vespaio di pettegolezzi indegni, in particolar modo perché riferiti proprio a quella carica, ma su cui nemmeno vale la pena soffermarsi, insomma il Ministro delle Pari Opportunità ha deciso di occuparsi seriamente del problema della prostituzione.
Perché, afferma il Ministro in conferenza stampa, è un enorme problema da risolvere, giacché come donna le fa orrore, dice, che si possa vendere il proprio corpo in cambio di un profitto (peraltro un profitto altrui, spesso). Ma, mia bella signora, facciamo anche conto di non aver dato adito a tutti i pettegolezzi sulle trattative intercorse tra lei e il Presidente del Consiglio prima che le fosse assegnata la sua poltrona, lei non ha mai usato il suo corpo per trarne profitto? Concorsi, calendari, fotografie senza veli, non si trattava di mercimonio? certo, sublimato dall'arte della fotografia, al riparo (forse) dal contatto fisico e dal dover lasciare che un estraneo non scelto da lei abusasse materialmente della sua bellezza... ma se lei, mia cara, sta a farne una questione di moralità, qui siamo quasi quasi sullo stesso piano. E non lo dico io, lo dice una che la prostituta l'ha fatta per trent'anni. Che poi, finché ci saranno maschi che sfrutteranno le loro posizioni di potere per contrattare prestazioni sessuali (ad una mia amica l'hanno proposto in cambio di un posto in un call center, roba che io fino all'altro ieri pensavo fosse il lavoro meno ambito del pianeta), continueranno ad esserci donne che per disperazione o per scelta o per ambizione accetteranno di vendersi. Squallido? Forse. Ma il compito di uno stato laico è disquisire sulla moralità delle scelte dei suoi cittadini? Mi pare di no.
E allora, signor Ministro, la questione è tutt'altra. Non bisogna combattere la prostituzione perché ci fa orrore, ma bisogna combatterla perché attorno ad essa ruota una vera e propria tratta di esseri umani: ci sono, accanto a quelle che lo fanno per scelta, centinaia di ragazze costrette con la violenza e i ricatti, ci sono gli stupri, le percosse, ci sono persone vendute come cammelli, ci sono gli aborti, anche clandestini, ci sono le malattie veneree che circolano come il raffreddore, c'è ancora la sifilide, qualcuno se la ricorda? Dice infatti il ministro, nella stessa conferenza stampa, che in effetti si tratta di un problema complesso, dalle mille sfaccettature, troppo grosso per le deboli forze di un governo e che, allo stesso modo del traffico della droga, quello degli esseri umani non si può sconfiggere, non si può fermare.
Ma sta proprio qui il punto. Io ho sempre pensato che non fosse vero. Non è vero che non si possano infliggere delle serie batoste ai narcotrafficanti, se invece di colpire i consumatori e gli spacciatori al dettaglio si andassero veramente a stanare i narcotrafficanti. Peccato che non ci sia nessuna volontà politica in tal senso, per motivi che io posso solo ipotizzare. Ma è pur strano che un governo che ha fatto fuoco e fiamme sulla storia della droga abbia prodotto una legge il cui unico scopo è di punire chi fa uso di sostanze - rischiando peraltro di mandare dentro pure chi si fumava il basilico dell'orto, tale era l'entusiasmo di quell'ondata di proibizionismo.
Il disegno di legge contro la prostituzione funziona allo stesso modo: punisce le puttane. E mica quelle che si sono fatte due conti, si sono scelte questo lavoro e ricevono in casa, né quelle che vanno, per migliaia di euro al colpo, a fare le loro comparse alle feste di lusso, no: multa e galera per chi lavora in strada, ovvero per le poverette di cui sopra, quelle costrette picchiate e ricattate, e pure esposte a tutti i rischi che comporta passare la notte in strada e montare sulla macchina del primo venuto. Ma alla fine della fiera è giusto lì che si voleva arrivare: mondare le strade dallo spettacolo indegno dei corpi in affitto, oltraggio al bel pensiero pubblico, alla morale e alla vista di quegli stessi cittadini che, una volta alla settimana, quando la moglie è alla partita di canasta, si vanno a fare il loro giretto per i viali, tûtti a miâ ë figge du diàu - che belin de lou che belin de lou.**
* e tu che gli sbraiti appreso "neanche più il naso avete di nuovo" brutto stronzo di un portatore di Cristo non sei l'unico che se ne è accorto che in mezzo a quelle creature che si guadagnano il pane da nude c'è anche tua moglie
** tutti a guardare le figlie del diavolo - che cazzo di lavoro che cazzo di lavoro